Emergenza COVID-19: la tecnologia termoscanner tra le iniziative valutate da Arcese

Un’anticipazione di come Arcese si sta preparando alla ripresa delle attività una volta superata la fase acuta dell’emergenza sanitaria

Ripartire in sicurezza, ecco la priorità di Arcese e per farlo punta ad un importante alleato: la tecnologia. È per salvaguardare la salute dei propri dipendenti e partner, infatti, che Arcese si sta attivando con misure preventive e valutando attrezzare specifiche da installare nei propri siti operativi in vista della “fase 2” e della ripresa regolare delle attività economiche del Paese.

Al fine di rendere proteggere la salute di tutti gli operatori nelle filiali del Gruppo, giornalmente frequentate da visitatori, clienti, camion della flotta e mezzi di partner di trasporto di provenienza internazionale, l’azienda sta valutando l’adozione della rilevazione della temperatura corporea all’ingresso dei propri siti come procedura standard. E per questo ha messo al vaglio le numerose tecnologie a disposizione, selezionando i principali partner del settore con il fine di individuare la migliore soluzione in termini di risposta ai requisiti richiesti e rapidità di implementazione.

Nello specifico Arcese sta valutando un prodotto di altissima tecnologia che, grazie ad un’ottica con rilevamento facciale, è in grado di rilevare il volto di 16 persone ogni fotogramma (30ms) e contemporaneamente – con una seconda telecamera termica – di misurare la temperatura della fronte, trasformandola in temperatura corporea con una precisione assoluta (tolleranza inferiore a 0,3°C). In questo modo il sistema è quindi in grado di identificare la o le persone che non sono in perfetto stato di salute, condividendo con gli operatori addetti alla sicurezza i parametri rilevati effettuando azioni quali ad esempio avvio di processi di segnalazione, blocchi di varchi, etc.

Il vantaggio di questa tecnologia, oltre ad una elevata precisione, è il grado di sicurezza: mediante una sorta di “varco elettronico” e grazie al suo ampio raggio di azione impedisce l’assembramento di persone o il formarsi di code” afferma Francesco Giannini – Security & Loss Prevention Director di Arcese – e conclude: “Grazie alla rilevazione a distanza non è quindi richiesta la presenza di un operatore addetto al controllo della temperatura con un termometro elettronico.”

Questa iniziativa, ancora in fase di valutazione, andrebbe ad aggiungersi a tutte le azioni messe in atto durante l’emergenza sanitaria. Fin dall’inizio della crisi CODIV-19, l’azienda ha garantito la continuità operativa ai propri Clienti impegnandosi per mettere in sicurezza i dipendenti, operatori e partner della filiera attraverso molteplici azioni, quali ad esempio: l’attivazione dello smart working, per tutti i dipendenti il cui lavoro non richiede necessariamente la presenza fisica in sede e che può essere svolto in maniera efficiente anche da remoto; la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati durante la funzione lavorativa; il distanziamento delle postazioni operative nei magazzini e negli uffici oltre che alla distribuzione dei dispositivi di protezione individuale sanitaria.

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